ORARI CELEBRAZIONI

SABATO:      Duomo: 18.30

DOMENICA: Duomo: 7.00, 8.00, 9.30, 11.00, 18.30

                   S. Maria in Colle: 10.30

FERIALI:      Cripta del duomo: 8.00, 18.30

 

CONFESSIONI 

Duomo: Martedì 8.30 – 10.00     Sabato 8.00-11.00 e 14.30-19.00

 

ORARI APERTURA DUOMO  7.00-12.00   14.30-19.00

 

 

 

 

Il Gruppo Missionario si è formato circa 20 anni fa.

L'attività consiste principalmente nel seguire i nostri missionari nelle realtà dove vivono, mediante l'aiuto economico, il contatto periodico per lettera o email, e quando hanno la possibilità di rientrare anche per brevi periodi, nell'ascolto della loro testimonianza.
I missionari sono originari di Montebelluna o dintorni e operano in Colombia, Papua Nuova Guinea, Filippine ed in Africa precisamente in Ciad e Guinea.
E' possibile aiutare un missionario economicamente con delle donazioni, a questo scopo viene effettuata una raccolta ogni ultimo sabato e ultima domenica del mese.
In collaborazione con il gruppo missionario delle parrocchie di Busta e Contea vengono raccolti del materiale sanitario e farmaci da inviare al banco farmaceutico conto U.M.M.I. San Giovanni Calabria – Negrar.
L'attività del gruppo è periodica, si concentra maggiormente nel mese di ottobre, inoltre si partecipa ai momenti formativi di vicariato o diocesani.

Ogni ultimo sabato e ultima domenica del mese presso il locale attiguo alla sagrestia è possibile trovare qualcuno del gruppo disponibile per dare informazioni sull'attività svolta e per raccogliere eventuali donazioni per i missionari che seguiamo.

Referente per il Gruppo Missionario è Laura Miotto (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Contributi erogati a favore del Coordinamento Caritas Parrocchiali

 

Ente erogatore

c.f , p. iva

Atto di concessione

Importo

progetto

Comune di Montebelluna

00471230268

Deliberazione di Giunta Comunale n. 216 del 11/12/2017 – Determinazione Dirigenziale  1067 del 29/12/2017

€ 3.500,00

Progetto “Emergenze sociali Caritas parrocchiali e Comune di Montebelluna” saldo anno 2017

Comune di Montebelluna

00471230268

Deliberazione di Giunta Comunale n. 176 del 15/10/2018 – Determinazione Dirigenziale  783 del 23/10/2018

€ 5.500,00

Progetto “Emergenze sociali Caritas parrocchiali e Comune di Montebelluna” acconto anno 2018

Comune di Montebelluna

00471230268

Deliberazione di Giunta Comunale n. 176 del 15/10/2018 – Determinazione Dirigenziale 983 del 14/12/2018

€4.500,00

Progetto “Emergenze sociali Caritas parrocchiali e Comune di Montebelluna” saldo anno 2018

 

NOTA BENE: tali cifre sono uscite in aiuto e sostegno  di persone e famiglie in collaborazione e sinergia con ufficio assistenza comune di Montebelluna

Le chiese sono il Duomo, S. Maria in Colle, S. Biagio a Mercato Vecchio, S. Andrea

 

Per informazioni rivolgersi in canonica,

per il catechismo medie  e elementari al Prevosto

don Antonio

La Comunità da sempre offre numerose opportunità per i fedeli: sono infatti molte le associazioni e i gruppi che si muovono all'interno della parrocchia, perseguendo cammini diversi e variegati.

Ecco in olrdine alfabetico i gruppi e le attività presenti:
Azione Cattolica, Catechismo, Caritas, Commissione Famiglie, Corsi Fidanzati, Gruppo di Rinnovamento nello Spirito Santo, Gr.Est, Gruppo Padre Pio, Noi - Oratorio, Papì Urrà, Scout d'Europa.

Nel menu a sinistra vi sono le pagine per informazioni o per conoscerli meglio...

   Nel lontano 1990 comincia a frullare in testa ad alcuni animatori e a Don Antonio Genovese l’idea di un oratorio alla Parrocchia del Duomo per poter offrire un ambiente diverso ai ragazzi e agli adolescenti...

   Dopo due anni di incubazione, dopo ripetuti incontri per cercare di capire come muoversi, dopo la stesura di un “progetto oratorio” (ottobre-dicembre1991), dopo aver formulato lo Statuto, stabilito i compiti per i vari responsabili, ma soprattutto dopo aver trovato fra gli animatori e i genitori disponibili le “persone fisiche” per poterlo gestire materialmente, finalmente a settembre del 1992 è nato l’Oratorio al quale inizialmente viene anche dato anche il nome: “Il Purgatorio”.

   E’ nato in un angolo di recupero del Centro Parrocchiale con l’intento di essere, prima di tutto, un luogo familiare di ritrovo per i ragazzi e i giovani che già frequentavano la parrocchia e i gruppi.

   Successivamente si è pensato che tale realtà potesse essere l’occasione per avvicinare ad un’esperienza positiva di Comunità Cristiana anche quegli adolescenti che, in qualche modo, si sentivano meno legati alla fede divenendo, così, strumento per un primo contatto con ragazzi segnati da difficoltà familiari e personali, o con segni di disagio.

   Nato così come iniziativa di alcuni, è stato progressivamente sentito da tutta la Parrocchia come una ”potenzialità”, tanto che più volte, sia da parte del Consiglio Pastorale, sia dall’Assemblea di tutti gli “Operatori di Pastorale”, si sono espresse attese e proposte verso questa realtà, come ambiente per i giovani ma anche come sostegno per le famiglie.

   La Parrocchia si è quindi impegnata a seguire più direttamente l’attività dell’Oratorio e a sostenere il servizio finanziando interventi consistenti di adeguamento strutturale all’interno e all’esterno.

   Tante sono state le attività finora svolte: tornei di basket, di calcio, di pallavolo; gite al mare, a Gardaland, in montagna, al Palaghiaccio a Feltre, biciclettate di Pasquetta; campi raccolta con gli amici del Gruppone Missionario; feste di compleanno, di carnevale, di laurea, di fine anno; cioccolata di Natale, concorso presepi, tombola dell’Epifania; durante l’estate brulica di giovanissimi per le attività del Grest; inoltre è stata istituita un’adozione a distanza.

   Pertanto l’Oratorio vuole essere un luogo aperto a tutti dai 0 ai 99 anni, ma soprattutto ai ragazzi e ragazze, adolescenti e giovani, senza distinzioni o preclusioni di alcun tipo; vuole essere un ambiente adatto alla crescita umana e relazionale cristiana attraverso l’offerta di spazi per il gioco e il tempo libero.

 

Iniziati nel 1908 da Mons. Furlan, su progetto dell’ingegnere Guido Dall’Armi, i lavori di realizzazione del Duomo ebbero una sosta durante la grande guerra.

Dopo il 1918 i lavori vennero ripresi e mai più interrotti.

Alla morte di Mons. Furlan (1939), la chiesa era quasi completata esternamente, però mancavano alcune vetrate e tutte le volte a crociera delle navate, del transetto e del presbiterio.

Il nuovo prevosto, Mons. Daniele Bortoletto, con la direzione dell’architetto Piero Celotto, riuscì a portare a termine quello che era stato il grande sogno del suo predecessore. Eravamo ormai nel 1964. Per riempire le fondazioni occorsero ben ottomila carri di ghiaia e ventidue vagoni di cemento, di ottanta quintali l’uno. I carri, trainati da buoi, erano quelli dei contadini dei vari coltelli (frazioni) che, a turno e gratuitamente, si recavano nel gretto del Piave, a raccogliere la ghiaia.

Mons. Furlan, per trent’anni, seguì con fermezza e con giovanile entusiasmo i lavori, sempre pronto a dare consigli preziosi, ad incoraggiare, a infondere fiducia nei lavoratori, con la sua parola, col suo breviario e col suo Rosario in mano. C’è un episodio che vale la pena riportare: il livello del pavimento della chiesa ed del suo piazzale era talmente basso che non bastarono, per portarlo a quello desiderato, tutti i materiali di ingombro, di demolizione, di scarico ecc., del paese.

Il Prevosto, comunque, non si perse d’animo e, ricordando le parole del Battista: Omnis vallis implebitur et omnis mons et collis humiliabitur, decise che, per colmare la valle, occorreva spianare una collina e fece spianare, appunto, un’intera collinetta a nord della vecchia prepositurale (a sinistra del cimitero vecchio) quasi addossata alla casa del campanaro e dispose, quindi, che tutto il terreno ricavato venisse trasportato nell’avvallamento. Iniziò, così, “una processione di carri che, in pochi mesi trasformò in un bel cortile rustico lo sperone del colle invadente, ed innalzò, al livello voluto, il pavimento della chiesa e del suo piazzale. Il materiale trasportato dalla collina e da altri luoghi, fu valutato circa diecimila metri cubi. Era la fede che trasportava le montagne” (R. Squizzato, Mons. G. Furlan, Venezia, Ed. Libreria Emiliana, 1940).

 

LO SPAZIO ESTERNO

 

Come immagine in se stessa conclusa, isolata dal contesto urbanistico, il Duomo ci appare come una “fortezza di Dio”: un monumentale volume chiuso nel suo ritmo di blocchi rigidi. L’alternarsi di ampie finestre e il grande rosone nella facciata non diminuiscono, peraltro, la prima impressione di “scontrosa” chiusura, quasi di isolamento dallo spazio circostante.
Anche la parte absidale, forse la più suggestiva e slanciata verticalmente verso l’infinito, pare, alla fine, fondere la rude plasticità dello stile architettonico romanico con l’elegante ed aristocratico ritmo “linearistico” dell’architettura gotica. Il Duomo di Montebelluna sorge in un momento di profonde trasformazioni artistiche e, fino a non molto tempo fa, poteva venire giudicato, sul piano estetico, piuttosto severamente.

Oggi dopo le proposte dell’architettura post-moderna, noi guardiamo al Duomo di Montebelluna con occhi diversi da quelli di un tempo, pur non apprezzando in pieno certe soluzioni stilistiche, perché mancanti spesso di quella organicità strutturale o di quella “verità” interna caratterizza di certi edifici religiosi neogotici.

Nell’insieme, tuttavia, l’opera ci appare profondamente ispirata da autentico slancio religioso. Uno slancio che si concretizza, sul piano formale, attraverso un’attenta e rigorosa distribuzione di pieni e di vuoti, di superfici lisci e di volumi aggettanti che esaltano, per così dire, e in chiave quasi popolaresca, certi dettagli decorativi anch’essi, del resto, mai spinti verso riprese di un neogotico “fiorito”. Insomma equilibrio e misura, sapienza e tecnica e gusto decorativo, improntati ad una sobria eleganza, conferiscono all’immagine estetica del Duomo una sua convincente fisionomia stilistica, uno slancio mistico rude, persino popolaresco, e tuttavia non privo di una sua dignitosa e quasi solenne tensione verso i valori eterni dello spirito.

Gli elementi fondamentali, che caratterizzano lo spazio esterno, sono l’abside e la facciata, la quale si armonizza, con sensibile aderenza, allo spazio interno. Essa, infatti, è divisa verticalmente in tre zone corrispondenti alle tre navate interne.

Tra il 1942 e il 1945, furono realizzate e messe in opera le tre porte. Eseguite in ferro sbalzato dalla Ditta Fagherazzi di Venezia, sul disegno del Prof. Monetti, le porte laterali raffigurano scene, distribuite su otto pannelli per ogni porta, ispirate ai principali episodi della vita di Cristo, come figure del Vecchio Testamento. La grande porta centrale è decorata invece, con scene ispirate alla vita di Maria Vergine.

Il rosone, sopra il portale centrale, impreziosisce ed attenua il senso di pesantezza e di severa consistenza volumetrica della facciata. Il profilo stesso della facciata sembra isolarsi orgogliosamente dallo spazio circostante, in quanto le cornici terminali,come invece era previsto nel disegno originale del prof. Dall’Asta. Inoltre, vicino alla semplicissima sporgenza in cemento di recente costruzione (1980), non c’è neppure la teoria di archetti ogivali pensili che ritroviamo, invece, lungo tutto il perimetro della chiesa appena sotto il cornicione del tetto