L’AMORE VINCE LA MORTE

“Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello.

Il Signore della vita era morto; ma ora , vivo, trionfa.”
Queste parole della sequenza di Pasqua ci annunciano questo fatto straordinario ed unico, il Figlio di Dio che si è chinato su di noi con grande misericordia, lavandoci i piedi del tradimento e del rinnegamento, ed è salito sulla Croce attirandoci tutti a sé nell’annientamento più profondo, quel Gesù , Dio, il Padre lo ha risuscitato perché la morte non poteva tenerlo schiavo, Lui l’autore della Vita. Carissimi celebriamo questa festa e dovremmo sentirla maggiormente, perché ci è necessaria per vivere. Sono tanti i segnali di morte, di insoddisfazione e di preoccupazione;dalla salute, al lavoro, all’ economia, a l pensare se ce la facciamo a fine mese..Preoccupazioni anche spirituali, morali, di relazione. Quanta tristezza in tante famiglie distrutte tante volte dall’egoismo dei grandi incapaci di vivere la fedeltà promessa..è un dono sempre da custodire e “da non gettare alle ortiche”.
Guardiamo a Gesù che davvero è l’autore e perfezionatore della nostra fede, seguiamo Lui nell’amare Dio e coloro che ci ha messi accanto. I giorni prossimi ad Aquileia, sede antica del Patriarcato delle genti del Nordest , le Chiese del Triveneto si ritroveranno insieme per chiedere allo Spirito del Signore la luce e la forza per comprendere e camminare nella fedeltà al Suo disegno. E’ innegabile riconoscere il cambiamento culturale in atto nelle nostre terre ed il bisogno quindi di ripensare all’Annuncio del Vangelo agli uomini di oggi. Riandando alle sorgenti, alla Chiesa primitiva dobbiamo avere ispirazione per dire con parole di oggi la Bellezza del Vangelo, riproponendo la Vita buona del Vangelo.
Spetta anche a noi adulti, in modo speciale, essere “evangelizzatori” innanzitutto dimostrando il nostro voler bene al Signore Gesù, la nostra sequela di Cristo dentro la Chiesa, una Chiesa Viva, fresca, non arroccata sul passato, ma protesa al futuro, custodendo il bene ricevuto.
L’amore vince la morte. E’ questo che vogliamo dire ancora oggi. L’abbiamo ricevuto anche noi da più di venti secoli, quel Gesù di Nazareth, che passò beneficando e sanando tutti quelli che avevano bisogno e che era stato messo a morte, è risorto, la morte non l’ha tenuto in scacco, Egli è la Vita e la Luce che illumina ogni uomo . Leggiamo e meditiamo i Vangeli della Resurrezione, ci aiuteranno a camminare nella fede e ad affrontare ogni angoscia e paura e poi rimeritiamo il Prologo di san Giovanni (capitolo 1) sentiremo questo stupore e gioia grande della Pasqua gioia profonda che non ci lascia perché chi è abitato da Dio non può temere alcun male.
Buona e santa Pasqua in particolare a coloro che sono nella sofferenza e nel dolore, nel lutto e nella tristezza, a coloro che sono senza lavoro e preoccupati del futuro o che non arrivano a fine mese con la pensione misera. Auguri a tutti, sia la Pasqua, esperienza di pace e di gioia condivisa nella carità.

I vostri sacerdoti: Mons. Antonio, don Luca, don Emanuele, don Gianni, don Pietro e don Luigi .
Auguri ai preziosi collaboratori.