Settimana dal 26 maggio al 2 giugno 2024

Dio una comunità d’amore

 Nelle varie interviste ai giovani, fatte anche dai nostri sacerdoti giovani ai nostri ragazzi, emerge una esigenza fortissima di stare insieme, di ritrovarsi per vincere una solitudine che probabilmente hanno sentito forte nel tempo del covid. Ma forse c’è una solitudine più forte ed interiore, c’è forse una mancanza di riferimenti importanti, anche se qui da noi la famiglia e anche la parrocchia (vedendo i numeri degli animatori e giovani presenti ai gruppi, associazioni e alle attività estive) aiutano i giovani a ritrovarsi. Ci dà speranza come dice la ricerca Istat del 2023, dei ragazzi e giovani dagli 11 ai 19 anni intervistati il 74,5% dicono di voler far famiglia, e il 61,5% di voler avere due o più figli. Dietro c’è forse l’esperienza di una famiglia di origine che, con tutte le fatiche che sono sempre più frequenti, tuttavia fa pensare che l’esperienza familiare sia desiderabile. È bello e consolante anche se ci deve non perdere l’impegno ad essere famiglie vive e capaci di curare le relazioni di cui i figli hanno un estremo bisogno.

Noi celebriamo la sorgente della Comunione, dell’Incontro, della relazione che si fa accoglienza del nuovo e delle persone, contro il “si è sempre fatto così”, che è comunione di cuori, di desideri profondi di visioni di vita e di futuro. Ogni giorno penso, facciamo vari segni di croce, invocando il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Viviamo la comunione con Dio che è un solo Dio manifestatosi in Tre Persone uguali e distinte: il Padre che ama, il Figlio che è l’amato e lo Spirito che è l’Amore. Anche noi come Chiesa generati da Dio Trinità dobbiamo far di tutto per non spezzare o ferire questa Unità d’amore con la divisione, con il pettegolezzo e la cocciutaggine delle nostre posizioni legate al solo tempo passato, che ora non c’è più e ci attende il nuovo. Ci aiuti il Signore ad essere Comunità unite (non uniformi) e vive nella bellezza dei diversi carismi e modi di vivere il Vangelo, non sia appesantite da individualismi e nominalismi e chiusure. Siano comunità trinitarie capaci di incontro con tutti, sia credenti che no, anche con chi professa una fede diversa. È la vita che ci porta a dialogare e trovare strade comuni di bene. Buona festa a tutti.

don Antonio