SETTIMANA dal 20 al 27 OTTOBRE 2019 

 ANCORA VIOLENZA, ANCORA GUERRA E SOFFERENZA!

 Non smettiamo di vedere immagini di guerra, di sofferenza nella vicina Siria e in altre parti del mondo, con il silenzio stridente dell’Europa che sta a guardare o al massimo a parlare Martin Luther King diceva che “non  è grave il clamore chiassoso dei violenti , bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste” e “non ho paura della cattiveria dei malvagi, ma del silenzio degli onesti”. E’ il silenzio di fronte al male che vediamo e la nostra indifferenza, il nostro stare a pensare alle nostre cose! Oggi celebriamo la Giornata mondiale missionaria e il papa ci ricorda che essere battezzati è essere inviati, essere mandati a portare pace, luce, accoglienza, giustizia, verità, a portare il Vangelo della Vita ovunque e comunque, a patire dalle piccole cose, dalle relazioni da costruire tra di noi che si devono ampliare e aprirsi al mondo intero. Noi siamo cittadini del mondo, e almeno con la preghiera dobbiamo arrivare ai confini di esso. Siamo amici di Gesù e suoi discepoli  se riusciamo a fare come le comunità primitive che non si sono chiuse, ma con coraggio , creando relazioni buone e accoglienti  hanno annunciato la speranza e la fiducia che era il Nome e la Vita del Signore Gesù, senza venire meno alla fedeltà. Certo vivendo il martirio, la testimonianza massima nel dare la vita. Non dobbiamo aver paura delle critiche, dei giudizi avventati e tante volte ingiusti che ci vengono dati ci fanno soffrire, ma avanti sempre come ha fatto il Signore.

E’ vero anche nella nostre stesse Comunità non viviamo sempre da fratelli, ci sono invidie, giudizi temerari, poca carità se siamo così noi immaginiamoci come sia possibile annunziare pace a popoli diversi e in conflitto. Battezzati e inviati, che ne facciamo del nostro battesimo? Una domanda da non lasciar perdere, saremo sicuramente misurati sulla fede e la carità. Gesù ci ripete la domanda: “Quando il Figlio dell’uomo tornerà, troverà ancora fede sulla terra?” e potremmo sentirci chiedere “dov’è tuo fratello?”. Se l’abbiamo dimenticato o escluso e trattato come scarto. Carissimi la fede si declina sul concreto esistenziale ed è una bellezza, perché l’amore è concreto o non è! Ed è dono di Dio!                                                                                                                         Don Antonio.