SETTIMANA dal 21 al 28 GENNAIO 2018 

 LA GIORNATA DELLA MEMORIA.

 Stiamo vivendo la settimana della Memoria. La memoria dello sterminio dei 6 milioni di Ebrei nei vari campi di concentramento e in vari luoghi. E’ necessario conservare la memoria, non dimenticare la tragica e drammatica ingiusta violenza data ad un popolo e a milioni di persone solo perché di razza diversa. Non dimenticare è necessario perché nella coscienza delle nuove generazioni sia scolpito a caratteri cubitali il Male di ogni ingiustizia e sopraffazione, il Male demoniaco della volontà di distruggere un popolo e di voler innalzare una razza a scapito di altre. Sembra però che a nulla sia servita questa distruzione visti i continui genocidi, le violenze perpetrate in pulizia etnica o per preservare la razza o combattere l’appartenenza ad una identità o etnia. Fare memoria per cambiare la storia, per imparare a rispettare ogni uomo e ogni popolo. Ricordo una poesia che mi ha fatto riflettere, “Se questo è un uomo!”; se questo è un uomo chi è l’aguzzino e chi è la vittima! Come si fa essere uomini che godono a distruggere la vita altrui, che godono nel veder soffrire e nel pensare che gli altri siano uomini inferiori! Come si fa ad essere uomini così! Ma anche oggi ci sono uomini e donne non riconosciuti nella loro dignità, nella loro libertà, nel loro diritto ad esistere, ad esserci! Non sono bastati i milioni di morte del nazismo e del comunismo (si parla di 13 milioni di cristiani morti nello scorso secolo dalla dittatura comunista! E quanti ancora oggi in questo inizio di millennio). Non sono bastate le vittime innocenti delle guerre volute in questi ultimi vent’anni, l’odio furioso che ha mietuto migliaia di vittime.

Ed ancora oggi, le vittime del terrorismo e le vittime di chi vuol imporre una democrazia che è solo nostra o occidentale e che ha messo in moto una tale rivolta in quei popoli non ancora pronti e forse non lo devono essere per una “democrazia esportata”. Far memoria perché ci si rispetti tutti, perché ci sia tolleranza reciproca e non a senso unico, perché le radici culturali, religiose sono fondanti il dialogo reciproco!

Far memoria della ricchezza di essere uomini e donne con le nostre specifiche particolarità che se messe insieme diventano ricchezza per tutti. Qualcuno vede uno scontro di civiltà! Dio non lo voglia! Il dialogo fondato sul rispetto e sulla mutua conoscenza, sulla reciproca accoglienza che l’altro possa esistere è la garanzia della vita serena e in pace tra i popoli, ma non c’è dialogo senza sapere chi si è! E’ necessario distruggere le armi nucleari che davvero possono farci scomparire dalla faccia della terra. Ci sono venti furiosi, Papa Francesco ce lo ricordava. Far memoria allora è necessario perché mai più ci siano fratelli che torturano e mettono a morte altri fratelli! A morte anche con le parole e le offese! A cominciare da qui e nell’educare le nuove generazioni! Ecco la memoria!                                                                      

Don Antonio.