TRE REGOLE NECESSARIE PER PARTECIPARE ALLE CELEBRAZIONI LITURGICHE

  1.  INDOSSARE MASCHERINA CHE COPRA NASO E BOCCA
  2. IGENIZZARE LE MANI
  3. MANTENERE DISTANZIAMENTO DI ALMENO 1 MT. (bollini arancioni)

                Settimana dal 17 al 24 ottobre 2021

 LA CARRIERA STA NEL SERVIRE E NEL RENDERE FELICE L’ALTRO

 Chi è il più grande? Chi serve, chi si siede a lavare i piedi come Gesù nell’ultima cena. E credo, almeno per me e non solo!!, che a servire l’abbiamo imparato dai genitori. Mai dimenticherò mia mamma e mio papà, nel servizio a noi figli, senza sentire la stanchezza mai, ma anche tra di loro, specie nel momento della malattia del papà. La loro capacità di donarsi, di rinunciare a sé stessi... ed è stata la carriera che mi hanno indicato, come tanti altri genitori, anche oggi! Ma potrei aggiungere preti, e suore e catechisti…e tante persone buone, missionari... Anche oggi, anche se non fanno rumore!

Vero i due discepoli Giacomo e Giovanni osano un po’ troppo, facendo indignare e ingelosire gli altri, ma Gesù ha pazienza, i posti vicini a Lui nel regno li decide il Padre Celeste, ma servire è possibile per tutti perché è l’unica strada per entrarvi. Si apre il Sinodo sul “camminare insieme” sul sentirci un solo popolo con la ricchezza della sua differenza, ma con l’impegno a tendere alla comunione. La bellezza della Chiesa sta in questo essere insieme comunità nella quale ci si conosce, ci si accoglie, ci si mette a lavorare insieme con spirito ecclesiale non “gruppistico”! Non si è credenti se pensiamo solo a noi stessi. Sì lo sappiamo, non possiamo chiuderci in noi stessi,

In questi giorni condivido tante preoccupazioni e tristezze di tanti ammalati e loro familiari. Davvero voglio dirvi carissimi che vi sono e vi siamo vicini con l’affetto e soprattutto la preghiera di intercessione perché il Signore vi dia la grazia della guarigione e il coraggio di affrontare questa situazione. L’invito a tutti di farci vicini a chi soffre, a chi è solo, a chi ha bisogno di un sorriso, di una parola di un aiuto concreto ed un sostegno Davvero è il “più grande chi serve, è il primo chi si mette a disposizione per il bene” come Gesù. In un tempo ancora difficile rifiutiamo di rispondere con l’odio, la vendetta, la rabbia e la violenza. Non lasciamoci prendere dallo sconforto e dalla rassegnazione di chi vede catastrofi e null’altro! Diamoci speranza ed impegno, siamo un popolo forte e coraggioso, abituato al sacrificio ma anche capace di guardare al futuro con fiducia. Ma chi ha responsabilità del bene comune faccia sul serio il proprio compito di bene al vero servizio di tutti, specie i meno abbienti e bisognosi.

                                               Don Antonio