Settimana dal 20 al 27 Settembre 2020

 IL BUON SAMARITANO

Tutti ci siamo commossi di fronte alla morte violenta di don Roberto Malgesini, il sacerdote di  51 anni, comasco, assassinato da un algerino che aveva aiutato, insieme a tanti altri disperati e poveri della strada. La sua immagine, buona, col sorriso, con le braccia spalancate  e le mani aperte, il suo cuore generoso e che non amava la  polemica, né apparire, ma solo servire, nascostamente insieme a tanti altri volontari, ci muove dentro, ci fa dire che ci sono ancora persone buone, buoni preti, non è il solo, sono tanti che quotidianamente fanno il loro dovere, non solo verso gli emarginati, ma verso chiunque abbia bisogno, anche nelle nostre comunità, annunciando il Vangelo e donando Cristo che è la salvezza unica e prima. Don Roberto prima di uscire e portare la colazione a chi non aveva niente, passava davanti all’Eucaristia del tempo in adorazione e poi usciva ad incontrare la “carne di Cristo” come il Papa chiama i poveri, per poi andare a celebrare l’Eucaristia nella Chiesa di san Rocco, il santo degli appestati, il guaritore finito lui stesso in carcere e dimenticato. Questo santo della porta accanto, il “martire della carità” come l’ha sottolineato il suo vescovo, diventa testimonianza viva dell’amore concreto, di un amore che dà la vita. Una vita spezzata, consumata, donata. Di fronte  a questo dono, come alla morte del giovane Willy che ha donato la vita per difendere un amico, donato la vita come Gesù, non possiamo lasciare spazio a parole vuote e polemiche che strumentalizzano fatti di dolore e insieme di speranza. Vite donate, non gettate! Vite ritrovate nella fede del Risorto. Non ci servono muscoli, corpi ben scolpiti e cervelli vuoti e uomini e donne senza cuore, senza sentimenti , solo violenti perché hanno imparato solo ad essere i più forti. E’ una società sbagliata e non possiamo dimenticarci chi siamo, quale sia la nostra dignità, di tutti, di ognuno. Persone buone1993 ce ne sono tante, ci ricordano che non possiamo pensare solo a noi stessi, a vivere nell’indifferenza ed educarci tutti alla legalità e alla giustizia. Educare anche chi arriva e vuol inserirsi, abituandolo alla dignità di un lavoro e non alla deresponsabilizzazione assistenzialistica. Cari buoni samaritani grazie di cuore per la preziosa testimonianza. Sappiamo già che in Cristo Risorto siete vincitori perché avete amato come Gesù ci ha insegnato ad amare, sempre anche a rischio della nostra vita. Pregate per noi ed intercedete presso il Padre che il mondo sia più buono, più giusto, più accogliente, a partire dai nostri cuori.  

Don Antonio.